Bollengo, (TO) Piemonte
05 Febbraio 2012
Sembra di essere in Siberia, il termometro segna meno 12 gradi, le condizioni farebbero girare la testa sul cuscino, ma quando ricapita un’ occasione cosi? Poter ciaspolare vicino a casa, andiamo sulla Serra? Ma si neve ne ha messa e li sentieri ce n’è da perdersi. Arriviamo in cascina da Alessio che è già praticamente ibernato, ora c’ è meno 8 ma non è che sti quattro gradi in più cambino qualcosa. Ci incamminiamo e appena dopo il campanile romanico di San Martino possiamo calzare le ciaspole. Qui il sentiero inizia a salire, sembra che qualcuno sia già sceso da li con la tavola da snowboard, in effetti la quantità di neve è notevole e permette di sciarci sopra. Gli alberi sono tutti bianchi, alcuni piegati dal peso della coltre bianca. Man mano che saliamo c’ è sempre più neve e in alcuni tratti battere la traccia è più impegnativo. Questa zona offre tante varianti, ci sono tantissimi sentieri che formano quasi un labirinto e se non li conosci è facile che ti trovi poi a chilometri rispetto a dove pensavi di essere. Arriviamo su un piccolo pianoro dove c’ è una
paratia in legno, da qui già si gode un bel panorama, si spazia sulla pianura canavesana, si vede la Cavallaria, la Valchiusella e l’ imbocco che porta in Val d’ Aosta, la foschia non permette di vedere il Monviso. Ogni tanto le vie d’ accesso che collegano all’ alta via dell’ anfiteatro morenico si intrecciano al sentiero. Arriviamo su una mezza dorsale, mancheranno circa duecento metri al ripetitore, qui giriamo a destra e seguiamo una carrozzabile che taglia orizzontalmente la collina. Il silenzio è assoluto, gli unici suoni che arrivano sono le melodie dei Pifferi e Tamburi che da Ivrea arrivano sino a noi. Potenza del suono e della sua propagazione si possono distinguere le pifferate che ci fanno capire che oggi è giornata di Carnevale. Seguiamo lungo il nostro sentiero, questo tratto deve già essere stato percorso da un fuoristrada che ha lasciato i solchi sulla neve, camminarci con le ciaspole è una maledizione per le caviglie. Alessio ci fa strada, lui conosce bene questi
luoghi, Alice è in forma e tiene passo deciso. Ogni tanto cade qualche scarica di neve dagli alberi e sono gli unici rumori che ora sentiamo, che pace, sembra di essere in montagna e invece non siamo neanche a 600 metri di altitudine. Inizia la nostra discesa che ci farà chiudere l’ anello programmato da Alessio, ad un certo punto vedo uno strano ramo sulla neve infatti è cosi strano che invece trattasi di una carcassa di un animale, sembrerebbe un conghiale, immagine inquietante che pone mille dubbi su come si trovi li. Sembra quasi divorato da altre bestie, magari il poverino è morto di stenti e poi consumato dalle fiere oppure usato come esca dai cacciatori. Questo sarà il dubbio di cui si parlerà per un quarto d’ ora. La discesa intanto sta per avere termine, il sentiero è sempre largo e ci porta nei pressi della cascina appena sotto al campanile che avevamo passato all’
andata. La ciaspolata sulla Serra morenica di Ivrea è conclusa. Sicuramente ci fosse sempre cosi tanta neve sarebbe un luogo ideale per gite con le ciaspole perchè tutti questi sentieri offrono centinaia di varianti, ovviamente con un’apposita segnaletica permetterebbero una buona affluenza turistica, ma stavolta il meteo è stato un caso eccezionale e noi ne abbiamo potuto approfittare. Queste zone sono ottime anche per allenarsi per il trail running e per fare delle belle passeggiate nei boschi a respirare aria buona. E dopo una bella sgambata non ci resta che rifocillarci con una piatto di faseuj grass in cascina che per me sono meglio di ostriche e caviale. Oggi è stata una giornata veramente nelle nostre terre!! Grazie ad Alessio per averci condotto in questi bei posti!
Le foto della giornata.

















