Alla scoperta dei mirtilli

Chiaverano, fraz. Bienca (TO) Piemonte
08 Gennaio 2017

Innanzitutto Buon Anno a tutti!
Dopo i bagordi delle feste decido di provare a fare un lungo un bel po’ ondulato e quale occasione migliore se non aggregarmi a quelli che faranno la prova dell’anello dei mirtilli. Di cosa si tratta? Semplice, da qualche anno un ottimo e esperto gruppo di runner e appassionati organizza sulle colline dei laghi tra Ivrea e Chiaverano l’ ormai famoso Trailaghi, gara che ha la particolarità di essere corsa a coppie, dall’ anno scorso hanno abbinato il fratellino più piccolo, un percorso più breve da correre singolarmente. Visto che non ne hanno mai basta quest’ anno propongono il fratello maggiore, un trail di 48 km e 2100 mt. di dislivello che probabilmente amplierà il percorso del trailaghi da correre singolarmente.
Arrivo a Bienca e appena scendo dalla macchina vien voglia di risalire e tornare a casa, temperatura polare. Pian piano arrivano le macchine di chi sfiderà il freddo per scoprire questa parte nuova del percorso. Io non sono molto fisionomista, ma credo che una quarantina di persone ci siano. Il percorso sarà guidato principalmente da Fulvio e Sonia che lo conoscono, ma anche Gabri e Diego (che fanno parte dell’ organizzazione) saranno della partita quindi sarà difficile perdersi.
Nel gruppo sono tanti i conoscenti che rivedo, tutta gente che ha nelle gambe i vari sentieri del territorio e che soprattutto le gambe le fanno menare per bene, speriamo quindi di riuscire a tenere il ritmo visto che non sono proprio allenatissimo.
Il gruppo inizia a muoversi si imbocca il sentiero a destra del bar dell’ area sportiva e si prende direzione san peru, il sentiero è largo e bello corribile, prima di arrivare alle prime abitazioni giriamo a destra e qui inizia la prima vera salita, una bella rampetta che ci porta su fino alla provinciale per Biella. La difficoltà organizzativa di queste prove sta nel fatto che ognuno ha un ritmo diverso e cosi si creano dei gruppetti, cosi chi conosce il percorso deve guidare un gruppo. Imbocchiamo un sentiero conosciuto, la mulattiera della Momba, io solitamente la faccio al contrario, oggi in discesa si rivela piuttosto ostica, tra le foglie e il terreno gelato i piedi faticano non poco a scivolare. In pochi minuti siamo a Bienca breve tratto su asfalto per svoltare nuovamente a sinistra e si torna a salire. Gabri mi dice che questa è una salita tosta e non mente, dapprima in asfalto poi sterrata questa salita inizia a far aprire l’ antivento perché il corpo si sta scaldando nonostante la gelida temperatura. Si va verso Chiaverano e arriviamo nel piccolo borgo dove c’è l’ agriturismo. Ad ogni bivio ingannevole chi è davanti si ferma e aspetta quelli dietro. Scendiamo sulla strada in asfalto ( questo tratto è un po’ rischioso visto che passano le macchine), ma ben presto lasciamo la strada principale per prendere per casale richeda (spero di ricordare il nome giusto) qui so già che troveremo un tratto di una mulattiera micidiale una salita veramente tosta, pensavo di trovare più lungo su salite continuative, ma probabilmente sto tenendo il ritmo giusto. Al termine della salita un tratto piano fa rifiatare e conviene farlo perché tra poco attaccheremo la famosa diagonale della Serra, una salita non ripidissima ma lunghetta e costante. Quante volte l’ ho fatta quando vivevamo a Bollengo! Riesco a correrla tutta, facciamo solo la parte bassa, poi svoltiamo a destra per prendere la mulattiera che porta al Ciucarun. Anche qui le foglie non mancano e i ciotoli sono scivolosi, questa è un’altra bella salita da fare per allenarsi, noi la percorriamo però in senso inverso. Arriviamo al Ciucarun e qui si fa una sosta per ricompattare il gruppo. Pochi minuti e la giostra riparte si va verso l’ acquedotto di Bollengo ma al primo sentiero a sinistra inizia una nuova ascesa. Le gambe iniziano a darmi conto della mancanza di allenamento e inizio a percorrere dei tratti camminando, arriviamo sull’ alta via della Serra, qui seguiamo per Andrate, ho perso un po’ di contatto, la sagoma di Ivonne mi permette di prendere il sentiero che corre sulla cresta della morena parallelo all’ alta via. Ho sempre reputato questo il più bel single track del territorio e anche oggi lo confermo, peccato che le gambe non permettano di spingere come vorrei. Ogni tanto a sinistra la vegetazione permette al panorama di mostrare la bellissima vastità della pianura con le montagne che fanno da cornice e il sole dona un po’ di calore sul percorso.
Arriviamo al passo dell’ oca e qui il gruppo si ricongiunge nuovamente, ripartiamo, le gambe sembrano girare meglio arriviamo a un bivio dove scopriremo più avanti sbagliamo, noi teniamo la destra invece dovevamo seguire l’ alta via, e ben presto arriviamo alla torre di guardia, più avanti invece prendiamo una discesa a sinistra che non avevo mai fatto prima, un tratto sottocosta che ci porta ad Andrate in regione Cornale e da qui arriviamo al lavatoio di Santa Maria. Da qui dovremmo prendere un sentiero che ci porterebbe sul Paratore, ma io ho sforato con i tempi e decido di aggregarmi a Ivonne e a un altro ragazzo che rientreranno da un sentiero più breve. Infatti seguendo il percorso della Momba al contrario arriviamo a Bienca.
Purtroppo non ho potuto vedere l’ ultima parte ma non potevo fare diversamente.
Che dire bella giornata, ottimi compagni di viaggio, un ringraziamento a chi si prodiga per organizzare momenti come questo e soprattutto organizza eventi che valorizzano il territorio. Faccio una considerazione, in passato ho corso il trailaghi e l’ho sempre definito un percorso nervoso che sollecita la muscolatura in modo impegnativo soprattutto in certi passaggi tecnici, ora aggiungendo questa parte diventerà ancora più tosto, anche perché dopo questo anello nel quale sono presenti delle salite rompi gambe occorre ancora affrontare Margut e Montesino, non so se farci un pensierino, ma occorre presentarsi belli preparati.
Nel frattempo devo mettere fieno in cascina perché quest’anno voglio togliermi qualche sassolino dalla scarpa in termini cronometrici e chi mi conosce ha già capito di cosa sto parlando. Alle prossime e Buon 2017!

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